mercoledì 20 marzo 2013

SENZA (TROPPE) PAROLE

Stamattina mi sono svegliato con il palato molle tappezzato di afte. I linfonodi si sono gonfiati e sembra di avere un pitone attorno al collo che lentamente ti strangola. Che ci volete fare, sono animali affettuosi.
Qualcuno mi tira fuori la solita storia della mancanza di vitamine, come se fossi un marinaio malato di scorbuto. Oddio, effettivamente mi rende irritabile, visto che mi va a fuoco la gola anche solo per parlare. La prendo con filosofia: è un incentivo a dire molte meno cazzate.

Per cui, preferisco scriverle. Dopo magari, mi mangio una mela cotta.
Provo a usare il telefono per fare una chiamata al lavoro. Dovevo parlare e mi stavo preparando spiritualmente, ma ecco che la voce saccentina registrata della Wind mi ricorda che non ho credito al telefono. Tiro un sospiro di sollievo, vado in bagno e sputo saliva, che non riesco manco più ad inghiottire. Provo a far uscire il catarro ma questo si rifiuta e se ne sta bello abbracciato alle tonsille, come un'ameba sulla parete intestinale pronta a regalarti una massiccia dissenteria.
Rimedio della nonna: aceto e sale.
Cazzone, ti sei solo bruciato la gola. Va in farmacia e comprati un colluttorio di quelli che ti scartavetrano pure la ruggine. E già che ci sei, prenditi pure un cazzo di integratore. Così impari a magnà solo gocciole la mattina!
Devo pure telefonà al lavoro e lo faccio senza pensarci troppo. Mi preparo al peggio, già sento le afte che bestemmiano, ma per fortuna, l'odiosa vocina sentenziosa della Wind mi ricorda che devo ricaricare la scheda.
Vado in farmacia e mi porto un blocchetto notes bianco, faccio qualche disegno preventivo e mi metto in coda.
- Prego! - mi fa la farmacista.
Gli do un foglietto del blocco notes senza pensarci. Quella mi guarda come potrebbe guardare un serial killer che sta per farle la festa con uno straziaseni arroventato. Poi cambia espressione, diventa perplessa, come se stesse guardando il cazzo piccolo del serial killer dopo che questi si è sbottonato la patta.
- Ti serve un flacone di Saugella per caso? -
Il foglietto che le avevo mostrato era il disegno di un pene. Uno degli schizzi (...) che stavo facendo come imitazione del “Disegnare cazzi sull'Herald Sun”. Io volevo farlo sulle pagine di Repubblica, magari modificando le vignette di Ellekappa. Immaginare cazzi tentacolari infilati in quelle bocche orrendamente spalancate era diventato il mio incubo da quando avevo incominciato a vedere gif animate di monster porn su 4chan. Anzi, ora che ci penso, potrei immaginare che i cazzi, da quelle bocche, ci escono.
- Aoh, me stai a sentì? -
Su un altro foglietto, ho scritto a parole il mio problema principale. Quella torna e mi dà una scatola di Supradin ed un colluttorio che in confronto il Listerine è acqua minerale.
Torno a casa. La busta di Pueblo, abbandonata sul tavolino del soggiorno da settimane, mi richiama disperatamente, che il tabacco ormai si sarà seccato. Il che significa che il tabacco è morto. Ma mi chiama, lamentoso. Come uno zombie.
Bevo acqua gelata. Le afte pulsano, io lacrimo per il dolore, ma almeno ho levato quel blob di catarro appiccicato sulle tonsille. L'ho deglutito, pazienza. Prima o poi lo vomito. Nel mentre, la sacchetta di Pueblo morta continua a chiamarmi. Non avrà pace finché non avrò sepolto il suo spirito nei recessi dei miei bronchi.
Non posso restare insensibile davanti ad un richiamo simile.
Prendo le cartine, il filtro, affondo le dita nel trinciato secco di tabacco e rullo una sigaretta. Fanculo il catarro, fanculo il colluttorio, fanculo il Supradin, che tanto lo posso prende solo la mattina a colazione ed è quasi ora di pranzo. Accendo la sigaretta ed i fumi del Pueblo zombie si fanno largo nei polmoni, masticandoli felicemente.
L'amaro in bocca del primo tiro è troppo forte.
Corro nel cesso, sputo catarro, sento rimasugli di gocciole risalire lungo l'esofago, poi nella bocca, infine fuori. Convulsioni, rovesci, acido che mi si attacca sul palato.
E fa male. Troppo male.
Tanto che, oltre a parlare, devo smettere pure di scrivere, per ora.

1 commento:

  1. Ti ho insignito di un premio prestigiosissimo. Naturalmente per ottenere fama e fortuna dovrai passare sul mio blog e sottostare ad alcuni ricatti sessuali. Niente di impegnativo, comunque.

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