sabato 2 febbraio 2013

SOTTERRANEI

Ho bisogno di un incipit che sappia di leopardiano, che quando sono uscito da lavoro ho visto la poetica immagine di una luna piena offuscata dall'umidità perenne che aleggia su Pietralata.
Poi ho pensato che fotografarla e mandarla su Instagram avrebbe risolto molti più problemi. Stavo per fare la foto, quando alla fermata della metro ho beccato una zingara di 50 anni con la faccia rugosa mentre si faceva infilare in bocca il cazzo di un barbone ubriaco. Rideva, rideva come un ossesso. Forse i denti d'oro della zingara gli stavano facendo solletico sul glande. Le sue mani lercie e piene di anelli d'oro finto gli accarezzavano lo scroto.
Ho mandato quella su Instagram. 200 download in cinque minuti. Evidentemente qualcuno si dev'essere stancato del solito porno amatoriale. Forse qualche iscritto al Moige, che sogna da anni di sbattersi la figlia quindicenne sotto gli occhi della madre, per questo riversa i suoi desideri proibiti su fantasie d'accoppiamento fuori dall'ordinario.
La prossima volta fotografo uno scat-fetish di di maiali preso da una casa in campagna a Zagarolo.
Ho perso la luna, inghiottita dall'inquinamento luminoso. Frega cazzi, ho appena saputo che l'Inter ha pareggiato 2 a 2 contro il Torino. E sì che Stramaccioni me sta pure simpatico, c'ha l'aria di un pizzaiolo di Primavalle che ti sta per raccontare l'ultima barzelletta riferitagli da una squadra di elettricisti che va regolarmente a compra' pizzette con le alici e che coinvolge idraulici filippini ed ultrasettantenni soli in casa. Eccazzo, diamogliela un po' di dignità a 'sti vecchi: ogni volta che vengono infilati in qualche contesto umoristico, è solo per metterli in vignette tipo il sorriso a denti stretti tipicamente reazionario che si vede sulla Settimana Enigmistica: sembrano battute scritte da giornalisti già pensionati e che scrivevano sul Corriere della Sera. Poi al posto loro è arrivato Giannelli e sono finiti a curare la pagina di economia.
Scrivendo qui, ho dato il benservito alla mia dignità da mesi. Poi al posto mio è arrivato Benigni con la costituzione, e sono finito a raccontare storie di presunto degrado all'entrata della Metro B di Pietralata.
Ci vuole fantasia, anche per inventarsi porno particolarmente lerci.
Mi infilo nelle scale della metro. C'è gente che suona, più un panzone seduto a terra ed appoggiato al muro. Ti manda a cagare se non te lo inculi di pezza mentre ti chiede un euro. Poi comincia a tirare mortacci nei quattro punti cardinali, sperando che la morte delle anime così evocate gli porti ricchezza e prosperità.
La volta che ci ho provato io non ho visto un centesimo. In compenso, sono venuto tre volte.
Avevo evocato l'immagine di una tizia del liceo che mi piaceva e di cui non gliene fregava un cazzo scucito dei miei sentimenti da sfigato. Era vestita con un tailleur, gli occhiali a punta, un girocollo ed una cartellina portadocumenti di plastica verde.
La verità è che stiamo parlando di un sordido tentativo di inventarmi un porno lercio da ambientare nella Metro B, ma ogni volta rischio sempre di metterci in mezzo le mie voglie di rivalsa personale, che finiscono puntualmente con schizzi di sperma su una pelle non mia.
Dev'essere stata la cartellina, la causa scatenante. Comunque, ora le mie lenzuola sono pressoché inutilizzabili.
- Mortacci vostri... eh tutti bravi a parlà coi soldi che ve escono dal culo! - dice il panzone.
Oh, me escono i soldi dal culo. Ma allora che cazzo lo sto tenendo a fare 'sto blog? Cioè, se me escono i soldi dal culo, dovrei parlare di giornate passate sul tetto di un grattacielo di Washington DC, a bullarmi di tutta la figa che sguazza in piscina manco fossi Jubal Harshaw, mentre scrivo due classi in Java co' du' metodi ricorsivi e basta, facendo soldi a scatafascio e spacciandola per la mia nuovissima app per Android. Tanto i soldi me escono dal culo, che me frega se faccio incazzare cinquecentomila utenti paganti solo per aver scritto un programma il cui bytecode non arriva ai dodici centimetri di capelli di Ingroia, manco se butti il sangue a tradurlo in schede perforate? Aspettate il prossimo attacco diarroico e verrete risarciti. Ma intanto mi sono fatto quattro risate alle vostre spalle di maniaci dell'hi-tech da Seconda Repubblica.
Devo fa' il biglietto della metro. Se faccio una scorreggia, magari esce fuori qualche centesimo.
Lo so, è una brutta caduta di stile, che non so se la tizia del liceo sarà intenzionata a perdonarmi in senso biblico.
Sul treno della metro, apprendo da qualche rimastino cinefilo del DAMS che la prossima moda di Facebook sarà quella di piazzarsi sull'avatar i personaggi di Django Unchained: uno tra i primi negri a finire sulle foto del profilo dei visi pallidi.
Che ci volete fare, i tempi dell'emulazione sono finiti.
Sono finiti con noi, che da regazzini prendevamo i materassini della palestra scolastica e facevamo le prove con il dragon suplex di Guile.

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