sabato 18 febbraio 2012

PER PELLI SENSIBILI

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Ricordo ancora quando dieci anni fa vinsi il montepremi del Superenalotto. Una zingara mi lanciò il malocchio per averle sbandierato un centone in faccia. Era seccata perché aveva chiesto di più per le sue prestazioni.
Me ne restai anonimo e me ne andai a Roma, prenotando una stanza all'hotel Marisa vicino Termini, dove c'era tanto casino e tanta figa straniera. Invitai a salire un gruppo di spogliarelliste in hijab comprate dall'agenzia di Nicole Minetti per allietarmi la serata. Era la mia serata e non volevo amici o parenti tra i testicoli. Mi bastava vederci passare sopra di volta in volta le teste delle spogliarelliste.
Non vi preoccupate, erano attaccate al corpo.
Comunque, siccome le barriere linguistiche ci impedivano di andare oltre il “tira fuori i soldi” e i mugolii orgasmici, uscii per i corridoi in cerca di gente da invitare per fare baldoria. Era la sera di San Valentino e le stanze erano piene di coppie straniere da spennare. San Valentino a Roma, vuoi mettere? È come spendere duemila euro per farsi una fila di hafada
Bussai a diverse porte e chiesi gentilmente, con la mia miglior espressione da rappresentante per prodotti omeopatici, se interessava vedere Concita De Gregorio approcciarsi biblicamente con un gruppo di amahuacas ordinati su eBay da uno schiavista di Manaus, per un approfondimento culturale.
- Affrettatevi, prima che la divorino! -
Il marketing deve stupire.
Lei non ci volle molto per attirarla qui. Gli dici “burqa” e quella si precipita. È fatta così, che volete?
Gli occupanti delle altre stanze non erano molto interessati alla cosa. E quando dissi delle spogliarelliste, una coppia di redneck venticinquenni provenienti dal South Carolina credeva stessi architettando un multi-attentato suicida pagato dallo zombie di Al Zawahiri.
L'unico che non si fece problemi sullo striptease fu un milionario texano che non vedeva l'ora di scaricare quella carruba secca consumista di sua moglie. Gli prestai dell'idrato di cloralio e lasciammo la porta aperta in attesa di un qualche facchino con manie segrete da Hannibal Lecter. Magari un bel dessert encefalico. Comunque gli dissi di spassarsela mentre cercavo altra compagnia.
La camera 665 era una multipla che ospitava un manipolo di metallari quindicenni, finiti lì perché tre dei loro padri erano finanzieri. Ma non finanzieri imprenditori: intendo quelli che ti fermano proprio il giorno in cui sei andato da Carlos per rifornire il tuo addio al celibato.
Avevano lasciato la porta aperta e facevano air guitar su un pezzo dei Bestial Vomit, davanti ad uno specchio sbrattato con la pizza superunta di Gigi, schiacciando lattine di birra da discount sparse per terra e cantando tutti in coro: “Nyharlathotep fa scintille, fa scintille sulla legna, figuriamoci sulla fregna!”
Quelli davvero non potevo lasciarmeli sfuggire. E quando mi sarebbe ricapitato di ribeccare un branco del genere, del tipo che appena qualche band demenziale urla “porcoddio!” in growl, quelli sghignazzano sguaiati come nonnetti che si fanno il bidet con una ciotola di 'nduja?
Invitai di là pure loro.
Quando passai davanti alla porta del texano, lo trovai sdraiato per terra, con sua moglie appena svegliata che gli sbatteva la porta sul setto nasale urlandogli “Dov'è Bill? Dov'è Bill?”. Ricontrollai la boccetta. C'era scritto solfato di metedrina concentrato.
Siccome non avevo voglia di mettere becco in discussioni tra marito e moglie, entrai in stanza assieme ai ragazzini, impartendogli en passant una lezione sulla pericolosità di certe droghe se assunte senza essere tagliate con qualcosa, tipo il cemento. Quando entrarono nella mia stanza, spalancarono così tanto la bocca che i brufoli sulle loro facce scoppiettarono come una tavola piena di zecche schiacciate da un mattarello.
- Prego, fate scintillare Nyharlathotep, ora. -
Li lasciai morire d'infarto mentre perdevano la verginità. Io me ne andai in finestra a sorseggiare Smirnoff ed a gustarmi il panorama notturno con Roma Termini dall'altra parte della strada, che brulicava di multiculturalismo ubriaco e nauseato.
- That fuckin' bitch! - esclamò dietro di me il texano, con l'accento di chi aveva appena perso metà della sua dentatura.
Mi raccontò che alla fine Bill era arrivato e s'era portato via la moglie. Non prima di avergli tirato un'altra dozzina di sportellate in faccia. Bill a quanto sembra era l'amante di lei, nonché il portaborse di lui. E così, per San Valentino avevano deciso di dare un cambio netto alle loro vite, pestando la causa della loro infelicità, prendendogli la carta di credito e strappando via dall'avambraccio il lembo di pelle su cui s'era tatuato il codice PIN per farla funzionare.
- I was foolish... getting married again. - mi disse, col tono più rassegnato, ma anche più sereno del mondo. Nonostante le evidenti menomazioni fisiche guadagnate sul momento, sembrava l'uomo più felice della terra. Per San Valentino aveva deciso di dare un cambio netto alla sua vita, mettendo una microspia sulla carta di credito per far ritrovare la moglie ed il suo portaborse al suo sicario.
- So, where the strippers are? -
Gli spiegai dei cadaveri che c'erano nel soggiorno e lui apprese con un certo disappunto. - Teen males are good at anal only when they are alive -
Detta così, sembrava una delle chiavi di ricerca che ogni tanto leggo nelle statistiche del blog.
Gli dissi che se gli interessava, c'era Concita De Gregorio nell'altra stanza, nel caso avesse voluto consolarsi. Magari se si sbrigava, gli lasciavano un pezzetto.

1 commento:

  1. io conosco un ragazzo biondo con occhi azzurri che è tutto tatuato e adesso si deve fare il piercing al pene e alla bocca e per finire alla ingua

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