martedì 30 agosto 2011

LA SOSTA NOTTURNA (Seconda Parte)


Mi trovavo in un vicolo scuro, poco illuminato e piuttosto maleodorante. I palazzi attorno a me erano alti come piramidi egizie e scuri come cagate di pecora. Sui muri, le scritte sputate con bombolette rosse sembravano fatte di fresco: la vernice colava ancora lungo la parete, scorrendo sui mattoni come segni lasciati da artigli. L'asfalto era pregno d'acqua piovana e disseminato da pozzanghere, mentre sui marciapiedi si accumulavano mucchi di spazzatura e merda, in cui i ratti ci ravanavano allegramente e freneticamente, alla ricerca di qualcosa da sgranocchiare.

sabato 27 agosto 2011

LA SOSTA NOTTURNA (Prima Parte)

Non pensavo di essere costretto ad attraversare l'Arizona per una cazzo di festa di compleanno. Maledetto a me e quando ho aperto un account Facebook. Invitato ad una festa a cui non avevo molta voglia di andare, per il semplice fatto che sarebbe andata esattamente come tutte le altre a cui ho partecipato: limonate di gruppo tra cheerleaders e mascelloni della squadra di baseball, mentre io ero costretto ad ingozzarmi di burritos e di birra da discount per non pensare alla mia solitudine. Tra l'altro, 20 dollari per pagare il regalo di compleanno. Per una tizia che per colpa di un sorrisino fatto al momento sbagliato siamo diventati amici. Conoscenti, secondo la mia visione dei fatti.

lunedì 22 agosto 2011

CONFESSIONI #2


Ok, stavolta non potevo farlo senza essere notato. Ho stordito il parroco con il pastorale dopo averlo attirato in sacrestia con un bambino con difficoltà familiari legato ed imbavagliato. Poi ho liberato il bambino, ma mi ha mandato affanculo perché gli ho negato i soldi per i videopoker. L'assistente sociale non sarà molto d'accordo.
Non mi andava di spogliare il prete, per cui mi sono solo rinchiuso nel confessionale senza travestirmi ed ho aspettato.

venerdì 5 agosto 2011

giovedì 4 agosto 2011

TESSITURE


Era ormai da un paio di sere che la luna era sparita dal cielo, lasciando visibili solo le stelle, anche quelle di cui di solito non ci si accorge, che consideriamo poco importanti perché poco luminose. Era più difficile distinguere i contorni di quelle costellazioni che appaiono nel cielo boreale per tutto l'anno. Però potevi aggiungerci nuove linee e nuove sfumature, fin quasi a stravolgere il disegno originale di Cassiopea o dei due Carri. Non conoscevo bene i nomi delle stelle, ma avevo imparato a trovare e riconoscere la Stella Polare: cerca il Triangolo Boreale, trova il suo angolo più acuto e traccia una linea che lo taglia in due, fino alla stella più solitaria che trovi opposta a quell'angolo. Quella è la Stella Polare.

martedì 2 agosto 2011

PERDERE IL VUOTO


Non pensavo che riprendere gli allenamenti dopo solo cinque mesi di quasi inattività sarebbe stato così disastroso. Durante lo sparring sentivo le gambe lente e pesanti, stendevo a fatica i calci e colpivo in maniera piuttosto maldestra. I pugni, non ne parliamo: era come se dei gatti molto ciccioni mi si fossero attaccati agli avambracci. A malapena centravo il caschetto del mio sparring partner, la vista era annebbiata ed il respiro affannoso e pesante. Non riuscivo più a vedere i punti scoperti da colpire. In compenso stavo rendendo visibili tutti i miei punti scoperti all'avversario, che regolarmente li colpiva.