martedì 31 maggio 2011

LA COPERTA DI MAMMA CITTÀ


Mi fidai troppo della soluzione “vivere alla giornata” e per questo rimasi fregato alla grande. Il treno che doveva portarmi a Bari non poteva più accogliere passeggeri. I soldi per il biglietto rischiavo di dovermeli ficcare nel culo. Sarebbe stata una punizione più che giusta per un simile peccato d'orgoglio. 

giovedì 26 maggio 2011

TRANSIZIONE

Ci sono effettivamente dei periodi in cui non mi viene in mente un cazzo da scrivere.

Spero che questo basti, per ora.

lunedì 16 maggio 2011

L'INVITO A CENA

Appena scatta l'ultima mezz'ora prima che la ragazza che hai invitato a cena si presenti davanti alla tua porta, tutto in casa comincia ad avere problemi: dallo scaldabagno, che ti costringe ad una doccia gelata, al forno che non vuole collaborare, ostinandosi a voler lasciare crudo l'arrosto, fino all'armadio che sembra inghiottire i tuoi capi d'abbigliamento. Ecco, a Fabrizio stava succedendo più o meno tutto questo. Mettersi le mutande era stata una faticata immane, dopo che le membra gli si erano intorpidite a causa dell'acqua fredda. Voleva apparire più pulito e profumato possibile, ragion per cui si fece venti minuti sotto la doccia fredda, il cui getto scorreva così velocemente da non dare al suo corpo nemmeno il tempo di abituarcisi.

giovedì 12 maggio 2011

IL LUPO E L'AGNELLO


Libera reinterpretazione della favola di Fedro.

Un lupo aveva appena combattuto contro un suo compagno di branco per stabilire chi sarebbe stato l'alfa. Purtroppo per lui era appena stato sconfitto. La sua pelliccia era arruffata e piena di graffi e segni di denti. Non erano ferite profonde, ma la disfatta di cui erano impregnate bruciava più di qualsiasi taglio, piaga o scorticamento grave. Inoltre, proprio a causa di questo, aveva le palle particolarmente girate. Se la sarebbe potuta prendere con chiunque, gli bastava una piccola scusa. Almeno l'avrebbe aiutato a sfogarsi. Prima di consolarsi con la caccia però, doveva bere. Lo scontro gli aveva succhiato via parecchie energie e la sensazione del sangue che già si stava incrostando sui suoi peli era piuttosto sgradevole.

mercoledì 4 maggio 2011

ODIO IN BREVE


Sì, il protagonista è di sesso femminile ed è un brano molto breve. Embè?

Non vali niente. Sei entrata nella mia casa e ti sei presa il mio uomo. L'hai fatto così, da un giorno all'altro. Sentivo lui parlare al telefono con te, sentivo la tua voce metallica e spezzettata da dietro il suo cellulare. Perdeva tempo con te, dimenticandosi di me. Chiedevo tenerezza e lui mi ignorava... per te.